mercoledì, agosto 20, 2008 - 11:50
Punto fermo

Questo è il punto in cui sono arrivata oggi e non posso lamentarmi. Non voglio più tornare indietro con il pensiero, con i piedi scalzi e con il cuore timido, ma solo andare avanti e svillupare lo schema che ho nella mente pensando al futuro e ai progetti che vorrei che ci vivessere dentro. Mi piace la stanchezza e la fatca che necessita lavorare per se stessi e per i propri sogni.



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giovedì, agosto 07, 2008 - 19:50
Questo è un post con un alto tasso di tristezza!

Tu non sei più la persona che ho conosciuto e queste parole sono sprecate, lo so. Ma oggi sono tornata indietro nel tempo riaprendo una vecchia agenda con gli angeli e mi sono ricordata di come mi sentivo al tuo fianco.Il cielo era alla mia portata, in te c'era la mia forza che rendeva tutto possibile.Dormivo tra le tue braccia mentre i nostri mondi affrontavo nottorne tempeste. Vedevi nei miei occhi, ed io nei tuoi, come se fossero state porte aperte. Eravamo l'acqua per la seta. Era tutto così vero, così puro. Il tempo era tuo e mio, mentra correvamo selvaggi e liberi. Quanto abbiamo riso.

E lentamente tra una pagina e l'altra sono arrivata alla nostra fine. Ci siamo persi in un giorno qualunque che poi è diventato quello più importante. Ogni notte piangevo ranicchiata nel letto e scrivevo, cercando di orientarmi tra il buio e il disordine, ed ero tristemente invalida senza la metà del mio cuore, in quei giorni eri centinaia di cose differenti. Aspettavo  che tutto quel dolore finesse mentre le ombre scendevano sulla città e ti sfioravano. Scrivevo questo; ho visto l'amore andarsene dalla porta.

Solo i ricordi sanno quello che è stato e ho  avuto il tempo per capire. Ad oggi sei irriconoscibile. Sconosciuto perdonami se sembra che ti conosca così bene e se ogni tanto, spero che fosse come qualche anno fa in cui ti preocuppavi per una certa ragazza e l'amavi. Nessun dubbio che si trattasse di te.



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domenica, agosto 03, 2008 - 10:59
Idee

Stavo cercando su Internet notizie sulla trasposizione in fumetto del libro Nessun Dove di Neil Gaiman.  Durante la ricerca ho trovato questo interessante articolo in cui Gaiman racconta dove trova le sue idee:

"Ogni professione ha le sue trappole. I dottori, per esempio, sono sempre chiamati per consigli medici gratuiti, gli avvocati per informazioni legali, gli imprenditori di pompe funebri per raccontare quanto interessante deve essere la loro professione e la gente cambia argomento velocemente. E agli scrittori viene chiesto da dove vengano fuori le loro idee. All’inizio, ho dato alle persone delle risposte non proprio divertenti, eccone una: “Dal Club-dell’Idea-mensile”, ho detto, o “da un piccolo negozio di idee a Bognor Regis”, “da un vecchio libro impolverato pieno di idee nel seminterrato”, o ancora “da Pete Atkins”. (l’ultima è leggeremente esoterica e necessita una piccola spiegazione. Pete Atkins è uno sceneggiatore e romanziere mio amico e noi abbiamo deciso un momento fa che quando chiesto, mi piacerebbe dire che io le prendo da lui e lui direbbe che le prende da me. Questo sembrerebbe dare senso al tempo che ci mettiamo.
Adesso mi sono stancato delle risposte non divertenti, e in questi giorni racconto la verità alla gente:
“Io le creo”, racconto loro, “fuori dalla mia testa”.
Alla gente non piace questa risposta. Non so perché no. Appaiono infelici, come se io tentassi di evitarli velocemente uno dopo l’altro. Come se ci fosse un enorme segreto, e, per ragioni personali, non volessi raccontare loro come faccio. Ed effettivamente non lo faccio. In primo luogo, io stesso non so realmente da dove vengano le idee, cosa le fa venire, o se un giorno finiranno. In secondo luogo, dubito che chi chiede voglia realmente una lettura di tre ore sul processo creativo. E in terzo luogo, le idee non sono così importanti. Davvero. Tutti ricevono un’idea da un libro, un film, una storia, una serie tv.Sono ragionevolmente cortese con le persone che mi chiedono da dove prendo le mie idee. Racconto loro, comunque, che ho di gran lunga troppe idee per le cose che faccio, e di gran lunga troppo poco tempo. E auguro loro buona fortuna.
Le idee non sono la cosa più importante. Sono solo una piccola componente del totale. Creare persone credibili che fanno più o meno quello che tu gli comandi è molto difficile. Ed è di gran lunga più difficile del processo del semplice sedersi e mettere una parola dopo l’altra per creare quello che stai cercando di costruire: renderlo nuovo, renderlo interessante.   Ma ancora è la domanda che le persone vogliono sapere. Nel mio caso vogliono anche sapere se prendo le mie idee dai miei sogni. (La risposta è no: i sogni non sono logici. Trascrivete un sogno e vedrete. O meglio, raccontate a qualcuno un sogno importante – “Bene, ero in questa casa che era anche la mia vecchia scuola, e c’era questa nurse e lei era veramente una vecchia strega e poi andava via ma c’era una foglia ed io non potevo guardarla e sapevo che se l’avessi toccata qualcosa di spaventoso sarebbe accaduto...” – e guardate i loro occhi diventare vitrei.) E io non do risposte dirette. Fino ad oggi.
Mia figlia Holly, che ha sette anni (n.d.t. al tempo della stesura di questo testo, oggi dovrebbe averne almeno 20), mi ha convinto ad andare a parlare nella sua classe. La sua insegnante era veramente entusiasta, (“I bambini hanno fatto dei propri libri recentemente, così forse potresti raccontare loro sull’essere uno scrittore professionista. E un sacco di piccole storie. Loro amano le storie”.) ed io ci andai.Loro seduti sul pavimento, io avevo una sedia, 50 persone di sette anni che mi guardavano fisso. “Quando avevo la vostra età, le persone mi raccontavano di non fare queste cose”. Ho detto loro. “Oggi mi pagano per questo”. Ho parlato per venti minuti, poi mi hanno posto le loro domande.
E sicuramente uno di loro chiese.“Da dove prendi le tue idee?”
E ho capito che dovevo dare loro una risposta. Loro non erano vecchi abbastanza da conoscere qualcosa bene. Ed è una domanda ragionevole se non te la pongono settimanalmente.
Questo è quello che ho detto loro:
Prendi le tue idee dai sogni ad occhi aperti. Prendi le tue idee dall’essere annoiato. Prendi le tue idee in ogni momento. L’unica differenza tra gli scrittori e l’altra gente è che noi prendiamo nota mentre lo stiamo facendo.
Ricevi un’idea quando fai a te stesso delle semplici domande. La più importante delle domande è semplicemente, Cosa se...?
(“Cosa se vi svegliaste con le ali? Cosa se tua sorella si trasformasse in un topo? Cosa se scoprissi che la tua insegnante stesse pianificando di mangiare uno di voi alla fine dell’anno scolastico – ma tu non sai chi?”)
Un’altra domanda importante è, Se solo...
Un’idea non deve avere una trama, ma essere un posto dove crearne una. Le trame generalmente generano se stesse quando ci si comincia a chiedere quale sia il punto di partenza.
Qualche volta un’idea è una persona (“C’è una persona che vuole conoscere la magia”). Qualche volta è un posto (“C’è un castello alla fine del tempo, che è l’unico posto in cui…”). Qualche volta è un’immagine (“Una donna setaccia una stanza oscura piena di facce vuote”).
Spesso le idee nascono da due cose che vengono messe insieme e che non erano mai state insieme prima. (“Se una persona morsa da un lupo si trasforma in un lupo cosa potrebbe succedere se un pesce fosse morso da un lupo?”)
Tutta la finzione è un processo di immaginazione: qualsiasi cosa tu scriva, in qualsiasi genere o medium, il tuo scopo è di creare cose convincenti, interessanti e nuove.
E quando hai un’idea – che, dopo tutto, è meramente qualcosa da cullare quando sei all’inizio – cosa succede dopo?
Bene, a quel punto scrivi. Metti una parola dopo l’altra finché non è finito, qualunque cosa sia.
Qualche volta non va, o non nel modo che avevate immaginato. Qualche volta non va per niente. Qualche volta la buttate via e ricominciate.
Mi ricordo che, qualche anno fa, mi venne un’idea perfetta per una storia di Sandman. Era su uno spirito maligno che dava le idee a scrittori, artisti e cantanti in cambio di qualche altra cosa delle loro vite. L’ho chiamato “Sex and Violets”.
Mi sembrava una storia onesta, e fu solo quando la cominciai a scrivere che ho scoperto che era come cercare di tenere bene la sabbia: ogni volta che io pensavo di tenerla, ingannava le mia mani e svaniva.
Scrissi a quel tempo:
Ho iniziato questa storia per la seconda volta, adesso, e sono arrivato circa a metà ogni volta, solo per guardarla morire sullo schermo.
Sandman è occasionalmente un fumetto horror. Ma niente che io abbia scritto è rimasto sotto la mia pelle come questa storia che sto abbandonando. E’ l’idea – e l’abilità di metterla giù su carta e trasformarla in storie – che mi rende uno scrittore. Questo significa che non devo svegliarmi presto la mattina e sedermi in un treno con persone che non conosco, andando verso un lavoro che disprezzo.
La mia idea di inferno è un foglio di carta bianco. O uno schermo bianco. Ed io, a stare lì davanti, incapace di pensare una singola cosa che valga, un singolo carattere a cui le persone possano credere, una singola storia che non sia stata ancora raccontata.
Stare dinanzi ad un foglio di carta di bianco.
Per sempre.
Penso di avere scritto all’uscita dall’inferno. Ero disperato e ripresomi dal terrore, e estratto il nocciolo dell’idea, ho creato una storia chiamata Calliope, che spiega, penso in maniera definitiva, da dove gli scrittori prendono le loro idee. E’ in un volume chiamato Le terre del sogno. Potete leggerlo se ne avete voglia. E da qualche parte nella stesura di questa storia, mi sono fermato essendo spaventato dall’idea che stava andando via.
Da dove prendo le mie idee?
Le creo.
Fuori dalla mia mente."








 



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sabato, agosto 02, 2008 - 11:34
Buone vacanze

BUONE VACANZE!!!!

Oggi mi sono arrivati i biglietti aeri per la vacanza che sto organizzando in Tailandia, partenza 8 novembre. C'è ancora tempo, lo so. Ma molti stanno partendo, svuotando negozi e uffici, proprio ora, per tanto tutte le cose burocratiche slittano a settembre. Occuperò questo tempo "cazzeggiando" un pò e correggendo i due manoscritti. E già, da uno sono diventati due; uno di narrativa e uno vicino al genere fantasy. Li correggo per la centesima volta, abituando le mie borse a portarli in giro in qualsiasi posto e momento. Ignorando l'ipotesi, possibile, che non prenderanno mai la vita che spero.

A tutti voi auguro buone vacanze,mare, divertimento e felici incontri,mentre ascolto i suoni sotto le parole e la canzona che continua a suonarmi nella testa.



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martedì, luglio 29, 2008 - 18:20
Giochi di lingua

Giochi di lingua è un nuovo spazio virtuale che nasce con l'idea di unire lettori e scrittori, con interviste simili a chiaccherete, leggere e interessanti.

Oggi è il mio turno. Qui



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giovedì, luglio 24, 2008 - 00:07
Spingendo l'altalena. Daze e coccodrillo.

Prosegue la collaborazione, molto speciale con Daze. La fatina dai capelli rosa e macchina fotografica sulle spalle. Ed ecco a voi la  rivisitazione della copertina. Fantastica.

Questa sera il cielo è pieno di stelle. Se spingo più forte l'altalena forse posso toccarle, magari sfruttando la velocità tornare in dietro nel tempo. Ritrovarmi bambina, sotto la capanna costruita in cucina posando una coperta su due sedie. In quei momenti le mie bambole parlavano, raccontandomi di amori e promesse, innocenza e incanto. La loro voce ricordava il miele e il merletto, ma anche la tristezza.



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domenica, luglio 20, 2008 - 00:14
Il baule dei pensieri, prima di andare a dormire

Oggi giornata di mare,la mia pelle fa fatica ad abbronzarsi,nonostante sia stata  sdraiata sul lettino immobile per ben tre ore,il risultato che vorrei scarseggia. Ora è notte, la città si è spenta ed io sono rientrata a casa dopo una cena Tai. La luna è stranamente color arancio, ricorda la buccia di un frutto.        

La corte dei pensieri è giunta con acrobati e mangiafuoco, ci sono anche sirene che nuotano in sfere di cristallo ed equilibriste che danzano su fili intrecciati di capelli.

Penso. Ascoltare Liga di qualche anno fa di certo non aiuta. Forse sono io ad avere paura, donando il potere di farmi paura al tempo che passa trascinando  con passi incerti di danza la mia vita dove io non vorrò, di dimenticare di essere dimenticata, noi che non esistiamo più, tu che non ci sarai. Di dire la parola "mai piu". Sapere che le ferite profonde non guariranno mai, e chi ti dice il contrario mente( ridigli in faccia tu che leggi mentre impari a mostrarle con eleganza). Delle valigie con cui non avrò nulla per poterle rimpere perchè ho perso tutto per strada, viggiando,vivendo, amando,ma restando sola. Del vuoto, delle rane, del male, del sole troppo forte, dell'inchiostro che si asciuga. Ma infondo sono così da sempre, corro cado e mi rialzo, di cosa devo avere paura? Mi chiedo.  Qualcuno, con un bicchiere di Rum fra le mani, mi consiglia di stare ferma e aspettare. Non do retta agli ubriachi ( a meno che non abbia bevuto anchio) ma aspetto, ci provo,  ma non so attendere l'arrivo di un sogno, devo mettere le mani nella terra e provare a costruirlo da me. Di  questo non ho timore, io la chiamo fatica di colore rosa.

Leggendo queste mie parole sembro una persona triste e malinconica. Malinconica si, lo ammetto, lo sono. Ma triste no. Uso questo spazio come un baule in cui, senza ordine, ripiego i pensieri. Tutto qui,alcune cose stanno meglio fuori che dentro di me.

Domani mattina mi devo alzare prestissimo e forse sto delirando un pò. Buona notte, tenerezze.

 



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mercoledì, luglio 16, 2008 - 13:33
Delfina.

Delfina si sente urlare, nulla va come vorrebbe. Fin da piccola si è sentita in una vita che non le apparteneva. Sua madre e suo padre furono le prime persone che le mostrano allo specchio le differenze fra la vita e il pensiero. Avrebbe voluto un padre che non se ne andesse e una madre che non si sentessi a sua volta figlia e bambina. Sono passati gli anni ma per Delfina tutto resta immutato, sua madre urla dall'altra stanza, con la scusa della stanchezza del lavoro la offende, maledicendola se non fa esattamente quello che lei pretende. Non sempre è così, ma momenti come questa giornata si ripetano spesso, più volte. Delfina piange,restituendo le lacrime agli occhi. Nulla va come vorrebbe, nulla.

Si veste, si pettina. Esce.

Quando arriva sera rientra a casa, ma la situazione non è cambiata. Una piccola farfalla si rifugia nella sua stanza. Delfina apre così le finistre, invitando quelle piccole ali arancioni con spirali marroni di volare via, lei che può. Sulla città al di là dei vetri Delfina urla.Urla senza voce, urla con le mani, con spine che le incorniciano i capelli biondi, con lo stomaco che brucia dalla rabbia. Ma chi può sentirla in questo mondo, in queste case, che urlano a loro volta invece che ascoltare. Le parole scritte fanno un rumore diverso,lo capì in quel momento, sono silenziose e potenti come un sortilegio. A volte sono vive.



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giovedì, luglio 10, 2008 - 00:00
SMAILE

La stanchezza inizia a farsi sentire, sarà il caldo, il tirocinio, gli esami. I pensieri. Lo schizzofrenico gesto di controllare la posta-email per vedere se, chissà, magari quell'editore risponde prima comunicandomi che ....

Per fortuna esistono le fate, non sono come le descrive Mellissa Marr, almeno quella che ho conosciuto io aveva i capelli rosa, colleziona bambole ma non solo. Sta coccolando Morena e questo mi regala sorrisi non banali. Daze continua con il suo fantastico servizio fotografico. Non è splendida? Lo è.

 "...Anna riesce a sentirsi a proprio agio ovunque e con chiunque, io invece ho la faccia perennemente annoiata. Sono un imbronciata bambola graziosa. A volte penso che mi dovrei tatuare una quadratino sulla schiena, come un tasto, su cui scrivere “Play” o forse sarebbe meglio aggiungere anche “Smaile”. Schiacchiate il pulsante-tatuaggio magico e mi esibirò per voi bella gente. Sorriderò e vi racconterò favole erotiche che potranno allietare meglio le vostre giornate e se non vi basta sarò la vostra personal shopping; avete bisogno di un paio di scarpe nuove, vibratori, qualcuno che vi compri la laurea, cocaina, anfetamina, psicofarmaci, che prenda l’appuntamento dal psicoterapeuta per poterle dire poi “che dramma Dottoressa, ho sempre i capelli crespi” schiacciate il pulsante magico e farò tutto questo per voi.Mi distraggo. Anna mi strattona tirandomi a se, poi mi passa un calice da innalzare per la festeggiata..."

estratto da Una lingua sul cuore. Pagina 17. Ispirazione per Daze.

 



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martedì, luglio 08, 2008 - 20:42
BLOG TIME

Sono passati due anni da quando ho aperto questo blog. La data non è precisa, ma più o meno ci siamo. Ho scritto parole confuse con i sogni e talvolta i sogni hanno preso la parola per me. Ho conosciuto viaggiatori virtuali, letto le loro storie  e alcuni di loro si sono affezionate alle mie. Ma non  è finita qui. Oggi esce il numero uno di una rivista BLOG TIME, disponibile per essere scaricata, e sono quasi 50 pagine senza un filo di pubblicità. Come non bastasse è anche gratuita. Vi consiglio di leggerla. A pagina 41 ci sono anchio.



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lunedì, luglio 07, 2008 - 10:37
Barbara Barldi intervista me e Morena

Barbara Baraldi è una scrittrice con potere ipnotico. Autrice-rivelazione del thriller di stile post-argentiano e thriller gotico italiano scrive storie ambientate in una provincia emiliana piu’ gotica della Foresta Nera di Teutoburgo. Oggi è on line sul magazine SICK GIRL un'intervista su me e Morena di Barbara Baraldi, conosciuta anche come Luna, immaginate il mio onore.



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domenica, luglio 06, 2008 - 23:47
Blythe dool

C'era una volta una bambola dall'aria stralunata che venne messa in commercio in America nel 1972 e dopo solo un anno venne ritirata dal mercato. Era troppo inquietante. Passano 30 anni (di oblio) e la Blythe Doll viene rimessa in commercio ed è un rapido successo. Oggi questa piccola "Girl" dal sorriso accennato, lo sguardo pensoso e gli occhi che cambiano colore ed espressione, è oggetto di collezionismo, sì, ma è anche testimonial di campagne pubblicitarie e soggetto per libri mostre itineranti nonché modella d'eccezione per le grandi firme del Prét à Portèr.

Grazie a Daze anche Una lingua sul cuore ha l'onore di posare con una Blythe. Ecco la prima foto del servizio fotografico, presto altre foto.

Tutto ha avuto inizio cosi'...

poi....

 primo piano



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mercoledì, luglio 02, 2008 - 12:03
Letture estive. E non solo.

Sarà un'estate di buone e leggere letture, si stanno accumulando diversi titoli sul comodino. Consapevole che non si fermeranno a questi. Deliziosi torri assimetrici che svettano accanto al mio letto ikea e alla lampada vintage.

Wicked lovely Incantevole e pericoloso La ragazza dalle ali di serpente Il sodalizio del sangue Pan La bambola di cristallo Il Giallo Mondadori presenta n. 9 - Supplemento al n. 2953 

Una grande e terribile bellezza  Maximum ride: l'esperimento Angel  Il ballo della morte Un bacio nell'ombra 

Ringrazio la mitica Daze che nel caldo afoso del suo ufficio, oltre ad aver creato un forum sul libro "Una grande e terribile bellezza" (ho iniziato a leggerlo ieri sera),nella sezione esordienti ha segnalato Una lingua sul cuore. Se volete Cliccate qui. 



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martedì, luglio 01, 2008 - 18:21
Il laudano di Poe.

Un esame è passato in modo eccelente,ora ne mancano ancora due per considerarmi ,almeno per qualche giorno in vacanza.

La scrittura procede, può  espolodere il sole, possono nevicare stelle ghiacciate come piovere pesciolini rossi, ma le idee continuano a generarsi. Si nutrano le une con le altre, indipendenti da me e dal mio cibo. Devo solo scriverle e così faccio e spero che potranno avere l'opportunità di essere lette.

Oggi alla ricerca di un pò di fresco nel mio appartamento eccessivamente caldo è apparso E. A .POE, mi ha offerto un sorso di laudano e non ho potuto rifiutare:

"Vengo da una razza nota per la forza della fantasia e l'ardore della passione.
Mi hanno chiamata folle; ma non è ancora chiaro se la follia sia o meno il grado più alto dell'intelletto, se la maggior parte di ciò è che glorioso, se tutto ciò che è profondo non nasca da una malattia della mente, da stati di esaltazione della mente a spese dell'intelletto in generale."



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giovedì, giugno 26, 2008 - 15:35
Zio Stephen

Ho tirato fuori il manoscritto dalla mensola in alto sopra la scrivania, lo avevo adagiato come un bimbo in una culla ma nascosto dagli occhi, dopo averlo spedito agli editor che preferisco. Sognare non costa nulla. Prima di spedirlo ovviamente lo avevo letto, corretto, riletto e limato sui particolari che non mi convincevano,sistemando i refusi. Ora rileggendolo ne colgo di altri, non tanti, qualcuno sparso e ritoccherei l'ultima parte. Ho un rapporto schizzofrenico con i testi che scrivo.

Dalla stessa mensola sento parlare Stephen, che cerca si rassicurami, trafugando nel surgelatore alla ricerca di gelato al gusto di banana e menta:

“Quando scrivi una storia, la stai raccontando a te stesso. Quando la riscrivi, il tuo compito principale è togliere tutto quello che NON è la storia. Scrivi con la porta chiusa, riscrivi con la porta aperta. In altre parole ciò che scrivi comincia come una cosa tutta tua, ma poi deve uscire. Dopo che hai ben capito che storia è e la scrivi nella maniera giusta, o comunque al meglio di cui sei capace, appartiene a chiunque abbia voglia di leggerla. O criticarla. E se sei molto fortunato saranno in maggior numero quelli che desidereranno leggere di quelli che vorranno criticare.

 Sentirsi travolti da una grande storia magistralmente raccontata, esserne schiacciati, per la verità, rientra nella necessaria formazione di ogni scrittore. Non puoi sperare di travolgere qualcuno con la forza della tua penna, se non ci sei passato prima tu. Dunque leggiamo per assaggiare la mediocrità, per misurarci con la grandezza ed il talento, e per sperimentare stili diversi”.

 

 

 



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martedì, giugno 24, 2008 - 13:12
Sick Girl e Una lingua sul cuore.

Matilde, architetto e Regina Matta dei tatoo, nonchè nuova Sick Girl, ha scritto una recensione meravigliosa. Per leggerla cliccate qui.

Chi sono le Sick Gilr? Tutta roba italiana!Comunicabilità massima.Dedicato non solo alle ragazze cattive e irresistibili d'Italia. Libere e maledettamente organizzate, nascono dalla voglia di fare a pezzi noia e benpensante perbenismo... figlie incazzate delle pin up anni '50. Sick Girl è il nome scelto per dare sfogo alle loro fantasie creative,un luogo di incontro nel web,nascondiglio delle rivoluzionarie della seduzione



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sabato, giugno 21, 2008 - 17:30
Milano personale

Milano ripaticinese1 Milano, Italy 012

Nell'ottobre 2003 mi sono trasferita a Milano. Dopo neanche una settimana ero già innamorata di questa città.

 

Oggi stilo la mia piccola guida da cittadina accolta nella metropoli lombarda.

 

Zona preferita:Brera-Porta Ticinese-Navigli

 

Ristorante Messicano:Pancho Villa in Alzaia Naviglio Pavese, 10

Ristorante giapponese: Wutaio Via  Adige, 8- Nu via Feltre 7

Ristorante Indiano: Shiva Viale Gian Galeazzo, 7

Ristorante Africano: via Felice Casati, 7/9. Fantastico!!!!!

Rari aperitivi: Cheese in via Celestino

 

Parrucchiere: Love me Via Meda, 7

 

Negozio di scarpeMon amour Corso di Porta Ticinese 103- Mauro Leone c.so di p.ta ticinese

 

Librerie: Feltrinelli in piazza Duomo –Libreria san Gottardo.

Fumetterie:Super gulp Ripa di P.ta Ticinese 51- La borsa del fumetto via lecco 16

Passeggiate con Guaio:ovunque

Dove è ambientato Una lingua sul cuore: Brera,via della Madonnina.

 

Dove scrivo e leggo: parco delle basiliche – Castello Sforzesco-casa mia.

 



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venerdì, giugno 20, 2008 - 00:57
tirare fuori un accendino

Cammino, raramente corro, salvo eccezione per le occasioni mattutine in cui rincorro il tram numero 3. Rido,ma quasi mai guardando i cosidetti film comici. E spesso guardo il mondo che danza, che fa incontri di box, che litiga  leccandosi le orecchie come per impedire di sentire il dolore. La vita bisbiglia  la sua disperazione. Mi circondo di immagini, di silenzi e parole. Parole che scrivo, che vorrei dirti ma che non ti dirò perchè tu non sei più quella persona che conoscevo e che poteva udirle. Scrivo parole che mi possano portare via da me da te, da quello che resta stupido e immobile.

Ho preso una nuova abitudine; bruciara la malinconia come se fosse la pagina di un vecchio romanzo colmo  di tristezza.  Cazzo se funziona.

 



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martedì, giugno 10, 2008 - 11:43
Parole


" Succede questo, che scriva in estrema e violenta libertà, perché non scrivo mai pensando di compilare diari, di parlare da un qui e da un ora che non siano prima di tutto umani, e poi occidentali e generazionali, e forse femminili. Sarebbe a dire che scrivo pensando di lasciare al foglio, di carta o virtuale che sia, poco conta, una situazione tipica, leggendo la quale altri possano sentirsi rappresentati o sentire rappresentata una situazione tipica....In quei casi non sono io che scrivo le parole, sono loro che scrivono me.

Ma anche prima d'esporre queste due categorie precise di mie parole, le interrogo sempre: “Dite qualcosa che può appartenere non soltanto a me? Rappresentate una situazione tipica, fosse soltanto dell'essere umani? Sì? Allora potete andare. Allora, come tutte le altre, siete mie esattamente quanto non siete mie. Ovvero per metà mie e per metà del mondo, di chi vi leggerà”.

Ogni volta che ti graffio con le parole passata la rabbia m'immagino le tue guance veramente graffiate dalle mie unghie, e poi lo sguardo vero che faresti. "

di Gemma Gaetani



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lunedì, giugno 09, 2008 - 17:24
Libro da portarsi a letto!

E' un periodo in cui mi piace leggere romanzi urban fantasy ,(consiste in racconti magici e storie ambientate nell'epoca contemporanea, nel mondo reale, urbano--in opposizione al 'tradizionale' fantasy ambientato in paesaggi del tutto immaginari, anche quelli che contengono città immaginarie, o che hanno la maggior parte delle azioni ambientate lì. Lo Urban fantasy potrebbe anche essere riferito a versioni più moderne dei 'tradizionali' mondi fantasy. I protagonisti del moderno urban fantasy affrontano straordinarie circostanze quando le trame si svolgono o in mondi aperti (dove viene accettata comunemente l'esistenza di eventi magici o paranormali) o mondi chiusi (dove i poteri e le creature magiche sono nascosti))

Magari con un pizzico di gotico svilluppato con la presenza dei Vampiri e cacciatori di  vampiri. Sarà la nostalgia di Buffy? Non lo so. Tutto ha avuto inzio con la saga di Anita Blake (ho finito il terzo volume).Seguita da Ragazze lupo di Millar. Il fumetto Rigel. E continua... con Cacciatori di vampiri di Colleen Gleason.

Ambientato tra gli splendori e le ombre della Londra di inizio Ottocento, Cacciatori di vampiri è un’appassionante storia di sangue, di soprannaturale, d’amore e morte. L’inizio di una saga, quella dell’Eredità dei Gardella, destinata a travolgere i lettori.
La storia della famiglia Gardella è veramente affascinante e prende l’avvio quando il primo Gardella fu chiamato a combattere i vampiri nel primo secolo a Roma, i componenti della famiglia Gardella sono stati scelti per assumere il compito di liberare il mondo dei malvagi non morti.
Iprescelti faranno una serie di cinque orribili sogni e saranno istruiti al compito e dovrà superare una prova, ovvero cacciare e uccidere un vampiro.
Ora questa terribile scelta è caduta su una ragazza: Victoria.

 



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mercoledì, giugno 04, 2008 - 11:25
Da mattina a sera. Ordinaria esigenza.

"Ma tu cosa ne sai dell'amore?".

"Mi hai domandato se conosco la mano che mi ha sparato dritto nel petto?"

Mi alzo dopo aver sognato io e lui  che urlavamo, ripetendo questa frase. Lui era di spalle è stava andando via. Ovviamente apro gli occhi con l'umore girato nel verso sbagliato. Poi colazione e studio per gli esami. Verso sera correggo una storia randagia che cerca stelle spumose negli angoli delle strade, ora mai finita. Di questo spero che ci sarà occasione per parlarvene meglio. Inizio a scrivere qualcosa di diverso,una storia con creature inusuali, in cui la mia mente può sognare e la fantasia ha il suo libero sfogo.Scritto con la lingua dei sogni, scritto per cercare un nuovo colore.



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sabato, maggio 31, 2008 - 01:26
Pizzicotto

Oggi è uscito un articolo su Una lingua sul cuore a pagina 31 del giornale il Secolo xix,nella sezione album, cultura, appuntamenti,mode e personaggi sezione Imperia Sanremo, a  cura di Giorgio Giordano. Respiro,mi pizzico la guancia, espiro:realizzo che sta accadendo tutto sul serio. A me.

Serata, appuntamento imperdibile ore 22 al cinema Ariston: Sex and the city. Favoloso!

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Con questo film si conclude un'epoca. Quante volte mi sono rivista i 6 magici cofanetti che presuntuosamente spiccano in cima alla mia libreria. Visti e rivisti nelle sere solitaria, di piggia, di maliconia, di notte insonne, di rabbia per un cuore spezzato.Mi hanno fatto compagnia quelle quattro amiche che tutte vorrebbero avere, proprio perchè così sprezzantemente onnipresenti nel momento del bisogno. Come ho invidiato l'armadio di Carrie e le sue scarpe, Mister Big, gli aperitivi a New York, la rubrica settimanale con i suoi preziosi consigli. Vi ricordate una delle prime puntate "Le regole del lasciarsi"? Quando il film è finito mi è scesa una lacrima, ho avuto la sensazione di aver perso qualcosa...quegli anni,quelle sere in cui consumare Dvd, l'epoca in cui ho sognato insieme ad altre migliaia di ragazze sparse per il mondo.



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mercoledì, maggio 28, 2008 - 12:09
Senza fiato

Alle otto di mattina mia madre posa sul comodino una tortina di riso e il giornale La Stampa, a pagina 67,sulla pagina degli spettacoli Imperia Sanremo eccomi. L'articolo si intitola: "Una lingua sul cuore" è un sogno realizzato. 

Sono emozionatissima, immagino occhi curiosi che osservano la foto domandandosi chi sono e altri che mi riconosceranno. Sento un frastuono di emozioni esplodermi dentro come un piccolo sole.

Nuovi commenti dei lettori. Regina Matta ,con un incendio nel cuore e Cenere, con ritratto di un'imbrociata bambola graziosa.



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lunedì, maggio 26, 2008 - 17:53
BUON COMPLEANNO A ME STESSA

Auguri a me stessa.E' un giorno in cui soffia il vento su Sanremo, in cui chi mi vuol bene mi tratta come la regina che sovrasta in questa data, brandendo lo scettro esprimo desideri; che possa vivere l'amore che scrivo,che i sogni  sparsi nell'aria spegnendo 26 candeline portino sogni tramutati in realtà.

Oggi ho scartato regali, ho fatto la mia prima intervista ufficiale nella redazione della Stampa della mia città. Ho fissato inutilmente il cellulare. Stasera magierò del buon pesce, indosserò tacchi alti innalzando un calice colmo di vino bianco. E il resto non si può scrivere.



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lunedì, maggio 19, 2008 - 11:46
Recensione e segnalibro

Oggi è uscita una bellissima recensione su Lune gitane scritta da Ofhelia Vasta :...le parole in questo testo sono gemme generate dal fuoco dell’amore che si vive fra le pagine.

Crostatina con parole che stringono qui

Azzurra ha creato dei bellissimi segnalibro col tema di Una lingua sul cuore.

Potete vederli e scaricarli cliccando  1 2 3. Per la stampa consiglia di usare carta fotografica, per il semplice fatto che è lucida e rende meglio i colori, oltre ad essere più resistente.
Magari incollandola sul retro ad un cartoncino (tipo bristol da 200/220 gr/mq), se la volete più spessa.I segnalibri sono impostati su misure di 5,5 cm per 15 cm perciò stampando su carta fotografica che ha misure 10x15 non ci dovrebbero essere problemi. Al massimo controllate che sia impostato l'adattamento al foglio e  l'anteprima di stampa.



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domenica, maggio 18, 2008 - 20:13
Avvitare i bulloni

" Ora che sono a casa, ora che le altre me sono ritornate nella scatola di latta dove le vecchie caricature dormono, posso farlo. Loro non sanno che i diamanti possono tagliare ogni cosa, come l'afflizione, non sanno che la paura affiora sempre alla fine. Pensare e intuire. Avvitare i bulloni. Non trovo più la chiave inglese necessaria. Rifletto sulla fusione tra la sofferenza e il corpo. Nulla è più plasmabile del corpo, sembra composto da tanti piccoli pezzi, come quelli da incastro dei Lego, quel gioco in cui i bambini s'illudono di essere costruttori. Che dire bambini, con me avete dimenticato qualcosa, forse il pezzo mancante lo ha mangiato l'elefante che tenete sul terrazzo o ve lo siete infilati nel naso. Vorrei sapere dove sono i miei pezzi mancanti. Li rivoglio. "

estratto da Una lingua sul cuore scelto da Anita.



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sabato, maggio 10, 2008 - 18:03
Reportage

Ieri sono stata alla fiera del libro di Torino. Partenza alle 11:10 da Milano con mamma Ines. E' stata una giornata davvero speciale in cui Una lingua sul cuore è stato coccolato e si è sentito una vera Star. Ho avuto la possibilità di incontrare delle lettrici del gruppo a cui partecipo su Anobi: Anita Blonde, Paola (una giovane scrittrice che farà parlare di sè), Draghettona e Valeria. Sono stata benissimo in loro compagnia. Spero che l'occasione ricapiti e che l'affetto dimostrato alle mie parole scritte porti fortuna.

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- 14:54
L'assenza di lui da me.

Negli occhi Delfina nasconde le lacrime che non vuole più piangere. Ma non c’è salvezza solo tormento. Se spiegasse il brutto scherzo che gli ha combinato il destino incrociando l’amore con l’odio chiunque la capirebbe. Una porta che si è chiusa e Delfina è dietro alla maniglia. In silenzio soffre, come una cagna bastonata nei fianchi, come una bambina che ha smarrito la fantasia.

Delfina ha perso l’amore tanto tempo fa, ma quell’amore è tornato stringendo la mano di chi lei non avrebbe mai voluto che fosse stretta da lui. Ogni cosa è stata sporcata con il fango. Non è possibile, non può essere vero. Invece lo è, tristemente . Domande che non  troveranno risposte sibilando in un echo, mai più. 

Caro vecchio amore: Se ti fossi mai visto coi miei occhi, in molti dei momenti in cui ti guardavo tacendo, tu avresti provato pena per te.

Delfina non riesce più a respirare. Vomita dal cuore, ogni volta che qualcuno parla d'amore, di passegini e di fedi al dito, di spesa al supermercato e bagni al mare. Si osserva le braccia sottili e vorrebbe abbracciarsi. Vorrebbe convincersi che con il tempo, come alcuni dicono, questo dolore che stordisce passerà. Ma come a lei a me non risulta che sia mai accaduto. Certi amori sono maledetti, la sorte non permette a loro di tramutarsi in  cicatrici, restano ferite aperte e sporche sotto il sole.



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mercoledì, maggio 07, 2008 - 17:49
Il sogno arriva a Torino.

 

Ci sarà Una lingua sul cuore, con estrema emozione. Per chi andrà a Torino e fosse interessato o vuole dare un'occhiata può venire allo stand H146 padiglione 2.

Io sarò armata di macchina fotografica, al ritorno vi posterò il mio "reportage". Prosegue il sogno.Destinazione Torino.



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giovedì, maggio 01, 2008 - 13:02
Le foto che restano sempre

Ho acquistato Repubblica Oggi,sulla pagina di Milano un transito a cura di Giovanna Giolla, dal titolo:Le foto che restano  sempre . E si segnala la mia creatura.

A volte non ci sono parole per descrivere la disperazione, con questo rumore lento, mi sveglia il cervello, in una mattina innervosita dal vento.

E riconosco la realtà della mia situazione: vuota solitudine, anonima.

Mia sorella mi ha regalato un romanzo: “La lingua sul cuore” di Carlotta De Melas. Ho trascorso la notte a leggerlo.

Attraversando la città a piedi, sono partita da San Siro e sono arrivata in Brera, per rimanere nello spirito del libro.

Morena la protagonista abita in via Madonnina e i luoghi dove si svolge la storia sono diventati veri.

Prima passavo per quelle strade distratta, ora cerco i dettagli del romanzo.

Ricordo un passaggio: “Una fotografia fra le mani. Marco, un nome. Un nome che brilla oltre la fine della città. Guardo la foto e come in un film schiaccio rewind dal telecomando, la memoria scorre all’indietro. Talmente veloce che troppe cose, come i colori, gli odori, le nuvole, le frasi vengono perse. Cadono dallo schermo, fotogramma su fotogramma. Mi rimane questo fra le mani. Un’immagine scattata per catturare un’espressione veloce del viso. Lo scatto di un sorriso rivolto a me”.

Forse non mi scorderò di lui, è passato solo un giorno da quando è sparito con la scusa più vigliacca, forse è vero che il tempo aggiusta tutto.

Però Morena dice che le immagini, le fotografie restano sempre. E io le credo.

 

 Morena prende vita. Nuovi respiri mossi dal vento. Nuove creature che le vogliono bene condividendo il dolore. Le foto incollate al frigo che ronza come un' ape. Morena che si muove a Milano,ma può essere ovunque.

Grazie a Giovanna Giolla per questa emozione.

 

 



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Mi Presento

Blogger: stella2682
Nome: Carlotta De Melas
QUALCUNO CHE VORREBBE VIVERE SCRIVENDO. FINALMENTE E' USCITO IL MIO PRIMO ROMANZO:UNA LINGUA SUL CUORE, edito Giraldi Editore.






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